Con il termine malattie infiammatorie
croniche intestinali si accomunano due entità cliniche:
la malattia di Crohn e la colite ulcerosa. Nella malattia di Crohn,
la flogosi interessa tutto lo spessore della parete intestinale e può
colpire qualsiasi tratto dell'apparato gastro-enterico dalla bocca all'ano.
Nella colite ulcerosa l'infiammazione è confinata alla mucosa
e alla sottomucosa ed interessa soltanto il colon a partenza dal retto.
Nel 15% circa dei casi la flogosi interessa il colon ed istologicamente
non è possibile fare una distinzione fra le due forme anche se è
evidente la presenza di un'infiammazione cronica. In questi casi si parla
di colite indeterminata e solo l'evoluzione della malattia nel tempo consentirà
una distinzione in una delle due forme. L'andamento clinico di queste malattie
è caratterizzato da remissioni e recidive. L'eziopatogenesi è
sconosciuta. Numerosi sono stati gli agenti patogeni che sono stati considerati
responsabili soprattutto della malattia di Crohn. Lo stesso Crohn nella
sua prima descrizione che risale al 1932, ne sottolineava la differenza
con la tubercolosi intestinale. Attualmente gli agenti trasmissibili ancora
oggetto di indagine sono il Mycobacterium paratubercolosis ed il
virus del morbillo, ma più che ad un singolo agente causale oggi
si ritiene che tali malattie siano dovute ad un'abnorme risposta immunologica
nei confronti di agenti ubiquitari. Modelli sperimentali animali e studi
su pazienti hanno messo di recente in evidenza che la normale flora batterica,
in individui geneticamente predisposti, possa costituire uno stimolo per
lo sviluppo d'infiammazione cronica a livello della mucosa intestinale.
Nella malattia di Crohn un'iperattivazione dell'immunità cellulo-mediata
mucosale svolge un ruolo preminente nello sviluppo delle lesioni isto-patologiche
e probabilmente media alcune delle manifestazioni sistemiche della malattia.
Un ruolo centrale ha, a livello della mucosa intestinale, il linfocita
T CD4 di tipo Th1 che produce interferon-gamma . Nella colite ulcerosa
sembra invece predominare l'immunità umorale con la deposizione
di immunocomplessi e la produzione d'autoanticorpi come quelli rivolti
verso il citoplasma dei neutrofili (ANCA). In entrambi le condizioni è
presente un denso infiltrato di macrofagi, che producono citochine pro-infiammatorie
come il Tumor Necrosis Factor-alfa. La prevalenza delle malattie infiammatorie
croniche intestinali presenta una notevole variabilità secondo il
paese di origine, da meno di uno a più di 20 casi per 100.000 abitanti.
Considerate molto più frequenti nei paesi del Nord rispetto a quelli
del Sud Europa, negli ultimi anni si è assistito ad un notevole
aumento d'incidenza anche nell' Europa mediterranea e questo sembra correlato
con il miglioramento delle condizioni socio-economiche. Si è poi
verificato un rapido e progressivo aumento dei casi ad esordio in età
pediatrica. Il 25% dei nuovi casi nella popolazione generale ha meno di
20 anni. La maggior parte delle diagnosi in età pediatrica viene
effettuata fra i 10 e i 16 anni di vita. E' tuttavia possibile un esordio
molto precoce nei primi anni di vita. Esiste una predisposizione genetica
a sviluppare una malattia infiammatoria cronica intestinale ed un'associazione
con determinati aplotipi HLA. I parenti di primo grado di pazienti affetti
da malattia di Crohn presentano un rischio di contrarre la malattia dalle
12 alle 15 volte più elevato rispetto alla popolazione generale.
Circa il 50-60% dei pazienti con malattia di Crohn presenta una localizzazione
della flogosi all'ileo terminale con coinvolgimento del colon ascendente
per un'estensione variabile. In un terzo dei casi la malattia coinvolge
soltanto l'intestino tenue, nella maggior parte dei casi sotto forma di
un'ileite terminale. Nel 10-15% dei casi è invece coinvolto solamente
il colon. Anche in età pediatrica può essere presente una
malattia perianale con ragadi, escrescenze carnose (tags) e fistole. Nella
malattia di Crohn la flogosi è discontinua e transmurale con coinvolgimento
di tutti gli strati della parete intestinale con tendenza alla fistolizzazione.
Istologicamente prevale un infiltrato mononucleato e la lesione tipica
è il granuloma non caseoso che tuttavia non è sempre documentabile
nelle biopsie endoscopiche. Nella colite ulcerosa la flogosi è diffusa
e superficiale e interessa soltanto il colon per un'estensione variabile.
Il retto è sempre coinvolto ed in età pediatrica sembrano
prevalere le pancoliti. Istologicamente è tipica la distorsione
delle cripte intestinali, l'infiltrato polimorfonucleato con formazione
di ascessi criptici.
ASPETTI CLINICI
ESAMI DI LABORATORIO
Non esistono indagini di laboratorio specifiche. L'aumento degli indici di flogosi (velocità di eritro-sedimentazione, proteina C reattiva) risulta praticamente sempre presente nella malattia di Crohn mentre nella colite ulcerosa è presente nel 70% dei casi. Nelle forme attive è presente leucocitosi neutrofila, piastrinosi ed un'anemia. In questi casi il dosaggio della ferritina non costituisce più una spia di carenza dei depositi di ferro poiché risulta elevato per la presenza della flogosi. Nelle coliti gravi sono presenti squilibri elettrolitici ed ipoalbuminemia. Nel 60-80% dei casi di colite ulcerosa è stata riportata la presenza di anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili con pattern perinucleare (pANCA). Nel 15% dei casi di malattia di Crohn i pANCA sono positivi. Si tratta in questi casi di malattia a localizzazione colica e caratteristiche cliniche, endoscopiche ed istologiche simili alla colite ulcerosa. Recentemente nella malattia di Crohn è stata documentata la positività degli anticorpi anti-Saccharomyces cerevisiae (ASCA) nel 50-60% dei casi. Un aumento della permeabilità intestinale valutata ad esempio con l'escrezione urinaria del lattulosio-mannitolo, sembra correlare con le recidive di malattia ed anche predirle con un certo anticipo. Fondamentali infine, al momento della diagnosi, sono gli esami colturali delle feci per escludere la presenza di una colite infettiva o parassitaria. Importante è la ricerca della tossina del Clostridium difficile agente della colite pseudo-membranosa. E' da tenere presente che la positività per il C.difficile può coesistere con la presenza di una malattia infiammatoria cronica intestinale.
INDAGINI STRUMENTALI
La diagnosi delle malattie infiammatorie croniche intestinali si basa su procedure radiologiche ed endoscopiche. La pancolonscopia con ileoscopia retrograda è l'esame che consente la visualizzazione diretta delle lesioni. Nella Tabella 3 sono riportati i segni endoscopici che consentono un orientamento verso una delle due forme. Durante l'esame endoscopico i prelievi bioptici multipli consentono l'esame istologico che può essere fondamentale ai fini della diagnosi. Quando l'istologia evidenzia segni tipici di una malattia infiammatoria cronica intestinale senza una chiara distinzione fra le due forme si parla di colite indeterminata. Con l'avvento della colonscopia, il clisma del colon a doppio contrasto non viene quasi più utilizzato mentre molto utile è ancora il clisma del tenue che permette di evidenziare la localizzazione della malattia di Crohn al piccolo intestino. Negli ultimi anni, importanza crescente ha assunto l'ecografia con esame dello spessore della parete intestinale, indagine non invasiva ed altamente sensibile che costituisce un utile complemento nella fase diagnostica della malattia e consente di risparmiare esami endoscopici nel follow up della malattia. Anche la scintigrafia con leucociti marcati con 99Tc consente di evidenziare aree di flogosi intestinale ed è un esame relativamente poco invasivo che può essere utilizzato soprattutto nelle forme in cui prevalgono i sintomi extra-intestinali prima di procedere ad esami più invasivi. Attualmente la TC spirale viene riservata ai casi più complessi per visualizzare la presenza di fistole ed ascessi, ma nei prossimi anni TC e RMN verranno probabilmente sempre più utilizzate ai fini diagnostici.
TERAPIA
Scopo della terapia delle malattie infiammatorie croniche intestinali è quello di indurre la remissione della malattia e di prevenire le recidive che sono spesso molto frequenti. In età pediatrica inoltre, obiettivo dell'intervento terapeutico è quello di consentire una crescita adeguata. Le opzioni terapeutiche sono essenzialmente tre: farmacologica, nutrizionale e chirurgica.
Terapia farmacologica
Si basa sull'utilizzazione dei corticosteroidi che nella maggior parte
dei casi inducono la remissione della malattia. Nelle recidive viene utilizzato
in genere il metil-prednisolone ad un dosaggio iniziale di 2 mg/Kg/die
(non più di 60 mg/die) per un periodo di 2-4 settimane. Il dosaggio
viene quindi gradualmente calato di 5 mg la settimana. Recentemente è
entrata in commercio (ma non ancora in Italia) un preparato a base di budesonide,
un cortisonico topico in una preparazione farmacologica che ne consente
il rilascio a livello distale ileo-colico. Il farmaco sembra essere risultato
efficace nelle forme lievi-moderate di malattia di Crohn dell'adulto e
presenta una frequenza molto minore degli effetti collaterali tipici dei
cortisonici.Ai cortisonici vengono sempre associati dei derivati dell'acido
5-aminosalicilico (5-ASA) ad un dosaggio di 50 mg/Kg/die. La terapia con
5-ASA viene continuata nelle fasi di remissione della malattia in quanto
è stata documentata la sua efficacia nel prevenire le recidive.
La sulfasalazina è stata negli ultimi anni sostituita da composti
farmacologici a minore assorbimento sistemico, che consentono la liberazione
lenta del 5-ASA a livello ileo-colico (mesalazina, olsalazina, balsalazide).L'utilizzazione
di clismi contenti 5-ASA o idrocortisone e più di recente il cortisonico
topico beclometasone risulta efficace nel trattamento delle proctiti e
proctosigmoiditi. La terapia antibiotica con metronidazolo e più
di recente ciprofloxacina risulta efficace nel trattamento delle lesioni
perianali della malattia di Crohn.
I farmaci immunosoppressori vengono utilizzati in caso di cortico-dipendenza.
Il farmaco di cui si ha una maggiore esperienza, anche in età pediatrica,
è l'azatioprina ed il suo metabolita 6-mercaptopurina (6-MP).Nella
maggior parte dei casi essa è ben tollerata e consente di discontinuare
o ridurre il dosaggio degli steroidi. Di recente è stata proposta
una sua utilizzazione precoce ai fini di evitare le conseguenze negative
dei cortisonici soprattutto sulla crescita. Altri farmaci immunosoppressori
utilizzati sono la ciclosporina, che risulta particolarmente efficace se
somministrata in infusione continua nell'attacco grave di colite, il metotrexate,
il tacrolimo.
Nelle forme gravi di malattia di Crohn in cui il trattamento farmacologico
convenzionale (cortisonici-immunosoppressori) è risultato inefficace
e nelle forme fistolizzanti studi controllati hanno messo in evidenza l'efficacia
di una singola infusione di un anticorpo monoclonale umanizzato anti-Tumor
Necrosis Factor alfa (TNF-alfa). Sembra anche che dosi ripetute del farmaco
siano risultate prive di effetti collaterali nella maggior parte dei pazienti.
Restano comunque da verificare gli effetti a distanza e l'efficacia di
tale trattamento nel mantenimento della remissione.
Terapia nutrizionale
Ha trovato largo uso in età pediatrica in cui maggiore risulta l'esigenza di evitare l'utilizzazione dei cortisonici. Nella terapia della malattia di Crohn la nutrizione enterale esclusiva somministrata per periodi di 6-8 settimane non costituisce soltanto un supporto nutrizionale ma è risultata di per se efficace nell'indurre la remissione della malattia soprattutto quando la localizzazione è all'intestino tenue o ileo-colica. Nelle coliti di Crohn invece le percentuali di successo sono minori. Vengono utilizzate diete elementari o semi-elementari somministrate con sondino naso-gastrico e pompa peristaltica. Di recente è stata messa in evidenza una pari efficacia di diete polimeriche dotate di buona palatabilità che possono essere quindi somministrate per os, evitando al bambino l'applicazione del sondino naso-gastrico. Deve essere fornito il 120-130% del fabbisogno calorico teorico per la maggiore spesa energetica dovuta alla malattia. Quando è efficace nell'indurre la remissione di malattia, la terapia nutrizionale risulta superiore ai cortisonici nel mantenere una crescita adeguata.
Terapia chirurgica
Anche in età pediatrica il trattamento medico risulta talvolta
inefficace e si deve ricorrere alla chirurgia. E' da tenere presente che
nella colite ulcerosa la colectomia totale è un intervento curativo
in quanto elimina completamente la malattia. Nella malattia di Crohn invece
è sempre possibile una recidiva e quindi la chirurgia deve essere
in genere conservativa.
Nella colite ulcerosa l'intervento di urgenza è indicato in
caso di perforazione, emorragia severa, megacolon tossico e negli attacchi
gravi dopo 5 giorni di trattamento medico intensivo risultato inefficace.
L'intervento di elezione è riservato alle forme che non rispondono
al trattamento medico. Viene consigliata una ileo-ano anastomosi con o
senza confezionamento di una tasca ileale (pouch). Quest'ultima consente
una migliore continenza dopo l'intervento.
L'intervento chirurgico d'urgenza nella malattia di Crohn trova le
stesse indicazioni della colite ulcerosa ed anche l'intervento d'elezione
viene effettuato quando la terapia medica è inefficace. E' da tenere
presente che in età pediatrica quando la malattia di Crohn è
resecabile, l'intervento chirurgico effettuato prima della pubertà
consente un normale sviluppo.
Colite
Diarrea mucoematica, tenesmo, fistole, ragadi, tags, ascesso perianale.
Tabella 2
Presentazione clinica della colite ulcerosa
Fase prodromica (< 5 % dei casi)
Artrite, sangue occulto nelle feci, epatopatia, pioderma gangrenoso,
dolori addominali, alvo irregolare
Forme lievi (50-60% dei casi)
Diarrea, tracce di sangue e muco nelle feci, dolori addominali
Tabella 3
Aspetto endoscopico delle malattie infiammatorie croniche intestinali
Malattia di Crohn
Flogosi discontinua, ulcere aftoidi su mucosa sana, ulcere lineari
su mucosa sana, aspetto ad acciottolato romano, coinvolgimento ileale.
Colite ulcerosa
Flogosi diffusa , perdita del reticolo vascolare, friabilità
e facile sanguinamento della mucosa, ulcerazioni multiple su mucosa malata,
pseudopolipi.
COSA SAPERE
Le malattie infiammatorie croniche intestinali accomunano due entità
cliniche: la colite ulcerosa e la malattia di Crohn. Nella colite ulcerosa
la flogosi è confinata alla mucosa del retto e del colon mentre
nella malattia di Crohn l'infiammazione puo' colpire qualsiasi tratto del
tubo gastro-enterico, anche se la localizzazione prevalente è a
livello ileo-colico. Attualmente l'ipotesi patogenetica prevalente è
quella di un abnorme risposta immunologica mucosale nei confronti di antigeni
ubiquitari, quali la stessa flora batterica residente. L'andamento clinico
è caratterizzato da remissioni e recidive. Nella malattia di Crohn
la triade sintomatologica classica comprende la diarrea, i dolori addominali
e il calo ponderale. Tuttavia l'esordio clinico, specie in età pediatrica,
può essere dominato da sintomi extra-intestinali quali scarsa crescita,
febbre, astenia, artrite, eritema nodoso. Nella colite ulcerosa la diarrea
muco-ematica, spesso preceduta da dolori addominali, è invece sempre
presente. Complicanza temibile è il megacolon tossico. Gli esami
di laboratorio sono caratterizzati da un aumento degli indici di flogosi.
Importante è escludere con esami colturali una colite batterica.
La diagnosi si basa sull' ileo-colonscopia con esame istologico di campioni
bioptici, l'esame radiologico dell'intestino tenue e l'ecografia addominale
con esame dello spessore delle anse intestinali. Altri esami strumentali
che possono rivelarsi utili sono la scintigrafia con globuli bianchi marcati
e la TC spirale. La terapia farmacologica si basa sull'uso di corticosteroidi,
5-ASA ed immunosoppressori quali l'azatioprina. La terapia nutrizionale,
che prevede l'utilizzazione di diete elementari, semilelementari o polimeriche
somministrate in modo esclusivo, è risultata di pari efficacia rispetto
agli steroidi nel trattamento della malattia di Crohn. Nelle forme refrattarie
e fistolizzanti di malattia di Crohn anche in età pediatrica è
recentemente risultata efficace l'utilizzazione dell'Infliximab un anticorpo
anti- TNFalfa. La chirurgia risulta essere un trattamento definitivo
per la colite ulcerosa, ma non per la malattia di Crohn, una cui recidiva
è sempre possibile.